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lunedì 1 settembre 2014

"Hai carta bianca"



È tutto terribilmente eccitante.


Decidere cosa indossare, scegliere il tipo di trucco e di accessori.

Poi salire in auto, percorrere un tragitto che sembra interminabile (un po’ per l’ansia dovuta alla situazione, un po’ perché vorrei non sprecare un minuto) e, alla fine, incontrare i tuoi occhi, e realizzare, volta per volta, che sarò soddisfatta solo quando ti sentirò godere.

Concederti di ridere del mio essere goffa (ed è un sacrificio, data la mia permalosità), armeggiare con un portone che, al contrario di me, è inaccessibile, e sentire, per qualche secondo, la necessità di dover rompere il ghiaccio. 


Poi incontro la tua lingua. Le tue mani si appropriano della mia pelle, e gli abiti che indosso diventano come inesistenti: tutto ciò che sono, per il tempo che abbiamo, appartiene a te.

Dall’ultima volta, sei diventato autoritario, severo. Come se io ti dovessi sempre qualcosa.

Io rido del fatto che, con i tacchi, sembro sovrastarti, tu mi spingi contro il muro, mi infili la lingua in bocca, e, lasciandomi completamente vestita, sposti con la mano i miei slip di pizzo, e mi accarezzi. Una delicatezza che dura pochissimo.

Subito dopo, le tue dita si fanno spazio dentro di me. Prima una mano, poi l’altra. Prima dentro di me, poi nella mia bocca. Ed io le lecco con immensa dedizione. Come se, in bocca, tu ci mettessi altro.

Ed io ti chiedo di darmi altro, ma dici che i miei desideri, stasera, non  hanno valore.

Lasci che mi sieda sul divano. Ti accomodi accanto a me, riprendi a baciarmi. Sollevi un po’ la gonna, fai cadere gli slip. Mi lascio masturbare, cercando di metterci del mio.

Tu vuoi essere l’unico ad agire.

Stavolta non mi blocchi i polsi. Il tuo tono di voce, contrariato, costituisce un rimprovero efficace, che mi mortifica e mi eccita nello stesso momento.

Mi colpisci il clitoride con la mano. Un colpo breve, ben piazzato. Non me lo aspetto (mi stupisci ancora una volta), lo trovo stupendo. Lo fai ancora. Ed ogni volta, mi cogli di sorpresa.

Cerco di approfittare di un attimo di distrazione, e salgo a cavalcioni su di te. Ho bisogno di sentire l’attrito del tuo corpo, il tuo calore. Mi sollevi ancora la gonna, e mi sculacci. Il suono della tua mano che incontra il mio culo, riempie il silenzio della stanza come se fosse musica.

Ad ogni colpo, mi irrigidisco. Chiudo gli occhi, inarco la schiena. Mi sento bruciare, ma per nulla al mondo ti chiederei di smettere. 
Quando ritieni che sia sufficiente, lasci che mi sieda di nuovo sul divano, ti inginocchi davanti a me, mi apri le gambe e fai in modo che la tua lingua si fonda con me. Mordi il clitoride, poi mi lecchi, e lo fai guardandomi negli occhi. Mentre dici che potresti andare avanti per tutta la notte, io desidero che tu lo faccia davvero. Ti stringo tra le cosce, le mie gambe si incrociano sulla tua schiena. Seguo le lunghezza della tua schiena con i tacchi. Prima con un piede, poi con l’altro.

Ciò che avviene dopo è quasi una lotta, ed io ne esco stremata, con i capelli spettinati che coprono il viso, la voce tremante, i vestiti scomposti, e la voglia di sentirmi ancora un tuo oggetto.

Adesso ritieni che sia giunto il momento di svestirci.

Io credo di non poter resistere troppo senza sentirti in bocca.

Giochiamo ancora un po’. Mi piace vedere che ti diverti. La cera, sul mio corpo sembra il negativo della foto di un cielo stellato. Mentre mi cospargi di olio, mi ripeti (ancora una volta) che stavolta è il mio culo che vuoi. Per ciò che mi riguarda, potresti prendere qualunque cosa di me, in questo momento, nonostante mi abbia concesso di succhiartelo per poco tempo.

Hai carta bianca.

È la prima volta che non vieni nella mia bocca, e questo, un po’, mi dispiace.

Rimedi, però. Fai in modo che possa comunque leccarti e ripulirti. È come una ricompensa.


Mettere nero su bianco ciò che è stato, rinnova dentro di me l’eccitazione ed il compiacimento per il tempo passato insieme. Così come è stato notare, una volta a casa, i tre segni meravigliosi che mi hai lasciato sul culo. Come se avessi voluto lasciarmi qualcosa di te.


20 commenti:

  1. una rossa maliziosamente iperdescrittiva.... :-)

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    1. L'ho scritto proprio per evitare che con il tempo possa sfuggirmi qualche dettaglio.
      :-)

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    2. Hai quasi fatto venir voglia a me che sono di CL

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  2. Uno torna al lavoro, con tanti buoni propositi di impegno e serietà...

    poi legge il tuo post e addio :°(

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  3. Ti capisco, perché in tempi non remoti avrei potuto scriverlo pure io un post così: medesime situazioni, con lievi sfumature diverse.
    Ma.
    Lui cosa prova o è per te? (puoi anche non rispondere se troppo personale, io son solo curiosa).

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    1. Posso rispondere, certo :-)
      Lui è il mio compagno di giochi. Non mi pongo domande, non ho aspettative... e lo stesso vale per lui ;-)

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  4. Ma quei segni non sveleranno la tua avventura?
    Avete giocato un po' con il ruolo dominante e sottomessa. :)

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    1. Sono riuscita a mascherarli, ma con estremo dispiacere.
      Adoro giocare! *_*

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  5. Dominare e/o essere dominati. Variabili esperibili per un eros vivo e intenso. Così si scoprono desideri e "ossessioni" profonde. Quei "lati oscuri" che faticano, spesso, ad emergere.
    Brava Rossa... :))

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    1. È divertente. Tanto!
      A me piace scoprire qualcosa di nuovo. Specialmente su di me! :-D

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  6. complimenti, bellissimo post :D

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  7. Vorrei tanto, ma tanto, ma davvero tanto, tanto proprio abituarmi a te...
    E continuare a tentare.

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    1. Chissà...magari, alla fine, ti abitueresti davvero, e cercheresti pure qualcosa di diverso.

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    2. Non farei in tempo Rossa, una vita non basterebbe.

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    3. Mi lusinghi, Grisù, ma potrebbe essere come la storia dell'erba del vicino che è sempre più verde...

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  8. Potrebbe. Potrebbe essere molte altre cose.
    Ma siamo qui, e sappiamo quello che è concesso sapere, perciò... goditi le lusinghe e non rompere ;))

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