Poi mi sono alzata, con gli occhi ancora
chiusi (cercando di evitare di inciampare qua e là, dato che,
incomprensibilmente, sono sempre piena di lividi) ho provveduto a realizzare un
ambiente buio, perché in giornate come questa, sono poche le cose che tollero.
E la luce non è tra queste.
Sono tornata a letto, e con la volontà di isolarmi da
tutto/tutti, in posizione fetale, ho affidato i miei pensieri alle cuffie dell’i-pod.
Confido ad un amico che a lavoro approfittano un po’ della
mia incapacità di dire no.
“Potevi dirlo prima che non sai dire di no. Ti avrei
direttamente chiesto di scopare, tu mi avresti detto di si, e io mi sarei
evitato di girarci intorno e ascoltare tutta quella musica rock solo per
compiacerti!”.
Mi sa che è vero! Impongo la musica che amo, ma alla fine
diventa una sorta di do ut des, non
credo sia un sacrificio. Cioè, per me sarebbe un grandissimo sacrificio
ascoltare musica neomelodica per compiacere un uomo. Anzi, so con certezza che
non lo farei. Snobbismo musicale. Sì, decisamente.
Adesso capisco perché, all’inizio il sesso ha come tappeto
musicale la musica contenuta nel mio i-pod e dopo le prime volte,
misteriosamente, computer e prese usb si guastano. Miei cari trombamici,
sbagliate strategia! Voi mi conoscete, e sapete quanto riesca ad eccitarmi la
musica. Quella che piace a me, ovvio. Proprio per questo non me ne separo mai,
per venirvi incontro. E voi? Niente. Orecchie da mercante.
Io adoro
totalmente ed incondizionatamente il suono del basso. Il suono grezzo, pastoso, rude del basso. Mi eccita da
morire. Sento l’adrenalina fluire dappertutto. Quasi un modo alternativo di
venire penetrata. Dalle note. Da un’energia incontenibile. Che meraviglia!
Tanti i bassisti che mi fanno impazzire (Quasi tutti. Ma i
musicisti mi fanno tutti impazzire, quindi…)
Tra quelli che ho visto dal vivo, sicuramente Flea è il più estroso, folle, vulcanico. Pretty Little Ditty? Un vero orgasmo. Poi, sicuramente, citerei Gianni Maroccolo. Per ciò che i Litfiba
furono negli anni 80. E infine, Giulio
Ragno Favero: mio grande amore. Immenso. Il suo basso fa vibrare pareti, corpi,
anime. Sporco e morbido allo stesso
tempo. Grande artista.
Adesso sorbitevi anche voi la “mia” musica e Giulio Ragno
Favero. Ché non si sa mai …
Inizia la mia ultima settimana di convalescenza. Forse sono
felice, forse no. Tornare alla vita di sempre, uscire dal guscio che mi sono
costruita in questo mese, non sarà semplice, ma di certo non impossibile. Mi è
successo già una volta, il primo giorno sarà quasi una festa, dal giorno dopo
sarà la solita rottura di scatole.
Pensando al mio rientro, mi è venuta in mente la simpatica e
recente conversazione con una collega, a proposito dell’eventualità di cambiare
lavoro. “Come mai non hai pensato di dedicarti al porno? Ti vedrei benissimo in quel mondo!” mi dice, con
sorriso beffardo ed espressione moralizzatrice di una che ha ricevuto il
compito direttamente dallo Spirito Santo di convertire il numero maggiore di
anime. “Anche io mi ci vedrei. Chi ti ha detto che non ci abbia pensato? E’ solo che ho scoperto la vocazione da poco, e non penso che, dato
che ho superato i trenta, avrei tante possibilità!”.
Lo so, ho detto una
cavolata, ché se fossi stata ventenne, non avrei comunque avuto un futuro nel
porno, tra l’altro l’ironia non è stata colta, e lei è ancora convinta che il
mio sogno sia sfumato a causa dell’età. Forse mi immagina mentre le fiamme dell’inferno
mi lambiscono, ma si sa che le cattive ragazze vanno dappertutto!!