Mi sto progressivamente disabituando alle carezze e agli
abbracci, forse perché da un po’ non ne ricevo.
Distinguo il momento delle
coccole da quello del sesso, non credo possano incontrarsi. Lunghi e teneri
preliminari possono essere avvincenti come la lettura dell’elenco telefonico.
Probabilmente perché, in questo periodo, ci sono certe cose
che non mi stanno bene, e l’unico modo che conosco per rimettermi in riga, è
essere scopata in maniera decisa, fisica. Come se fosse una punizione per il
mio temperamento sanguigno, in modo da impiegare in altro (e consumare) le
energie che sto sprecando nel prendermela per banalità. Ed ancora una volta, il
mio modo univoco di vedere le cose mi porta a stupirmi delle opinioni
differenti.
Lo stare a stretto contatto con gli uomini, mi sta portando
a partecipare a conversazioni molto ”pittoresche”. A volte, devo ricordare loro
di essere una donna, giusto perché, certi discorsi sono troppo anche per me.
C’è chi mi racconta della nuova conquista, chi dell’esperienza con l’escort di turno, chi condivide il ricordo di una notte di
sesso particolarmente “calda”, e via dicendo. Parliamo di squirting, sesso
anale ed altre meraviglie come se non ci fosse domani, e la giornata lavorativa
sembra più leggera.
Tra donne mi è capitato di avvertire un certo imbarazzo.
Parlare di sesso orale, rimming, ed autoerotismo ha scosso
anche una delle mie amiche più spregiudicate:
“Io sono schizzinosa, mi viene da
vomitare solo al pensiero”. Un bel guaio!
È fuori da ogni dubbio che, in nome della consensualità, sia
necessario rispettare le preferenze ed i limiti dei nostri partner. Ad esempio,
un uomo che ho frequentato in passato, aveva l’abitudine di darmi schiaffi
molto forti. Questa cosa mi infastidiva, al punto che, forse, è finita un po’
anche per questo (ché essere sculacciata va bene, ma anche io ho dei limiti). Sono
però dell’idea che, almeno una volta nella vita, bisogna provare ogni cosa.
“Ma quindi tu ingoi? E
gli lecchi pure il culo?”
“Sì, e mi piace”
“Fossi uomo, ti
scoperei!”



