Ero ad un concerto. Davanti a me, un uomo alto e molto
robusto ed un suo amico. Prima dell’inizio dello spettacolo, i due attaccarono
bottone con tutti, comprese due ragazze giovani e un po’ brille. Dall’attaccare
bottone a flirtare, il passo fu molto breve. Finirono per guardare il concerto
avvinghiati, scambiandosi le lingue e facendo correre ovunque le mani. Poi, nel
momento della ballad famosa, l’uomo-gigante, intento ad accarezzare il culo della nuova amica, usò la mano libera per
tirare fuori dalla tasca il cellulare (colpendomi con una gomitata, tanto eravamo
vicini), fece scorrere la rubrica, compose un numero facendo in modo che, dall’altra
parte, qualcuno potesse ascoltare quella canzone. L’estrema vicinanza, che lo
portò a colpirmi pure con il cellulare, mi lasciò vedere che la destinataria
della chiamata era “Cucciola amore mio”.
Cucciola amore mio? Ma che diavolo di nome è? Perché non
utilizzare i meravigliosi nomi di battesimo, per indicare le persone?
Ho visto: Trottolina,
Orsacchiottino pelosino, Amoruccio tenero, Amore caro, Bimbetta mia… e non
parlo di ragazzini, ma di gente adulta!
Scusate il distacco emotivo, ma tutta questa dolcezza può
causarmi solo il diabete.
Un mio collega, ieri, ha risposto alla chiamata di Amore3: “Mia moglie ha tre sim, lo
faccio per distinguerle”.
Dimenticavo, l’uomo-gigante, alla fine del concerto andò via
con la nuova amica, con buona pace di “Cucciola amore mio”.
E se modificassi, in rubrica, il suo nome con “Coinquilino
rompiscatole”? Troppo romantica?
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