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Visualizzazione post con etichetta Poesia. Mostra tutti i post
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martedì 4 marzo 2014

Ho paura del buio?

"Silenzio pornografico
risvegliami, raccoglimi

hai la rivoluzione in te
mi convinci a risorgere
gioia sperimentale
le tue mani sopra di me
l'errore più geniale

giocattolo vibrante in te
cola miele che sa di me"

 

Hai paura del buio? appartiene, di certo, a quella che definisco "la musica della mia vita".
Ricordo perfettamente il momento in cui acquistati il cd, l'inserimento nel lettore, ed i pezzi di cui mi innamorai al primo ascolto.
Sapere che, tra una settimana, sarà pubblicata un'edizione speciale, che contiene collaborazioni con artisti che amo, oltre a rendermi impaziente, mi ha portato ad un ascolto compulsivo del mio (ormai vecchio) cd.

L'ho amato per la seconda volta.
Questa, ogni volta, mi spacca il cuore.


Ed infine:

Photo LaRossa


Ogni promessa è un debito!


sabato 20 luglio 2013

Canzone dell'amore perduto



"L'amore che strappa i capelli è perduto ormai"

Canzone dell'amore perduto - Fabrizio De Andrè

martedì 25 giugno 2013

Figure retoriche



Pochi giorni addietro mi sono ritrovata a parlare di figure retoriche con uno dei lettori che mi seguono dai primi post. Lui, che è sempre adorabile, il giorno successivo ha scritto queste parole per me:

Odo il caldo
Nella tua rossa bocca
Vedo morbido sapore
Nel tuo lussurioso odore
Mangio il tuo sguardo di mandorla
Assaporando i monti della tua carne voluttuosa
È candida trasgressione
È perversa santità
Entrando nel tuo umido e stretto desiderio
Un terremoto di vibrazioni mi scuote il petto
E bacio il tuo orgasmo fatato

Mi sono innamorata subito di questi versi. Innanzitutto perché li sento davvero miei, e poi perché il fatto che lui abbia dedicato un po’ del suo tempo a me, mi lusinga tanto.
Oggi è il suo compleanno, e quale occasione migliore per ringraziarlo di un gesto tanto carino?

Auguri!

 
Photo LaRossa

sabato 15 giugno 2013

Più Niente



"Non conta più niente
non conta l'amore
non conta più quello che pensa la gente
non resta più niente
di quello che un tempo provavo per te"

Più niente - Madame Lingerie

Band meravigliosa!

martedì 11 giugno 2013

Pensieri e siparietti pomeridiani

"Sai invece quando veramente ho provato una stretta al cuore?
Quando hai descritto te stessa per eliminare qualsiasi dubbio e, chissà perchè, ti sei riassunta in una sola frase, oltretutto tra parentesi ("piuttosto alta, capelli lunghi, ricci e ribelli, occhiali…").
Se davvero è così, se ti senti tra parentesi, permettimi allora di infilarmici dentro, e che tutto il mondo ne rimanga fuori, che sia solo l’esponente al di fuori della parentesi e ci moltiplichi al suo interno."

David Grossman - Che tu sia per me il coltello



Ho riletto queste parole, ieri, e ho pensato a tutte le volte in cui mi sono sentita tra parentesi. Desiderando qualcuno che vi si infilasse dentro, insieme a me. In una sorta di dimensione parallela. Non sono sicura di essere pronta a contrattare sulla mia libertà, soprattutto di testa, e credo che in realtà non ce ne sia bisogno. All'interno di due parentesi può starci di tutto.





Basta introspezione. Ieri, a lavoro, è venuto un quasi-settantenne, di quelli che credono di essere spiritosi, che negli anni mi ha fatto dono di battute pessime e improponibili. Ieri, dicevo, mi informa di essere in compagnia di sua moglie, e che sarà, per questo, "meno spiritoso" (La cosa mi ha toccato quanto sapere che la Pellegrini e l'ultimo fidanzato nuotatore stanno attraversando un periodo di crisi. Cioè ZERO).
Purtroppo l'uomo non mantiene la promessa. Tornato, insieme alla moglie, mi offre l'ennesima perla di saggezza. A quel punto chiedo alla moglie quanta pazienza ci voglia per stare con un uomo così. La moglie (corpulenta ultrasessantenne con t-shirt rosa shocking con paillette e glitter che illuminano la scritta "Sembravi meglio su facebook") confessa di sopportarlo da quarantadue anni, e che in effetti non ne può più. Il marito, dispiaciuto per l'affermazione della moglie, risponde subito che anni fa lei sposò un fiore, un garofano, per l'esattezza. Poi è normale che il tempo faccia il suo corso. La moglie conclude dicendo che è vero, il tempo ha fatto il suo corso. 
Ha trasformato il garofano in un crisantemo. 

Tra moglie e marito...





venerdì 7 giugno 2013

Inside Her



E’ risaputo che il venerdì gira male. In questa settimana sono stata piuttosto scontrosa, e mi sono accorta che, oltre a “buona giornata” e “grazie”, le parole che pronuncio con maggiore frequenza sono “merda” e “cazzo”, anche se “vaffanculo” segue a ruota.
Il corpo è qui, ma la mente chissà dove (io lo so dove), e questo limbo tra reale ed ideale non è poi tanto male. Ci sono atteggiamenti, parole, situazioni che si ripetono uguali quotidianamente. E sembra così scontato avvengano, da non prestarci più attenzione, considerandoli quasi l’unica via possibile. Per fortuna poi ci sono gli imprevisti. E niente è più come prima.

Mi perdo
tra le tue labbra
È la prima volta
che ti sento dalla mia parte
Tutto finisce
tutto inizia
Sono libero dai peccati
quando sono dentro di lei

Ho visto così tante cose sbagliate
che non so più cosa sia giusto
Tutto ciò di cui ho bisogno
è che qualcuno creda in me

Ho dovuto spingere sempre di più
per capire quanto a fondo potessi arrivare.

Queste meravigliose parole sono il testo (tradotto) di Inside her, una delle canzoni presenti in SHIFT, nuovo lavoro di Ssick, artista siciliano che ho scoperto grazie al suggerimento di una lettrice del blog.
Me ne sono innamorata subito. Per la sensualità, per la valenza quasi religiosa, purificatrice, che assume questo ipotetico contatto fisico. Perché in realtà, per quanto ci possa essere di carnale e materiale, nel sesso, questo concetto di quasi redenzione mi piace. È come se, la penetrazione di un corpo, da due diventare uno, farsi avvolgere e custodire da una donna, purificasse ciò che c’è di sbagliato, di sporco, esternamente. Una dimensione personale ed intima che diventa quasi oggettiva. La vedo quasi materializzarsi, questa immagine. Perché sono convinta che non ci sia nulla di più puro e di più vero del sesso.
E poi, credo sia proprio così, anche io sento il bisogno di qualcuno che creda in me.

Photo LaRossa

venerdì 3 maggio 2013

Stati d'animo



Mi sono fatta a pezzi e ricostruita decine di volte, nel corso degli anni. 
E’ sempre doloroso, perché, per fare spazio alla nuova me che ne viene fuori, devo rinunciare a qualcosa della vecchia me. Visi, parole, amicizie, legami, relazioni, momenti più o meno felici, sentimenti … tutto messo in un calderone, mescolato insieme, e non so mai cosa ne verrà fuori. Solo che con il tempo mi pare di soffrire meno per la perdita di pezzi che credevo indispensabili. E mi chiedo se in questo sta il cinismo. 
O se è, piuttosto, nascosto dietro la mia convinzione che con il sesso possa mettere a tacere le domande per le quali non trovo risposta. Come se l’adrenalina del sentirmi desiderata, l’avere uno sguardo fisso addosso, mi ripagassero di tutto ciò che mi manca. Stati d’animo, riflessioni che, per mia fortuna, durano il tempo di una canzone malinconica, di un acquazzone, di un batter di ciglia.

Mi viene in mente Leo Ferrè:

La disperazione è una forma superiore di critica. Per ora, noi la
chiameremo "felicità" perché le parole che voi adoperate non
sono più "parole" ma una specie di condotto attraverso il quale
gli analfabeti hanno la coscienza a posto. Ma...
la solitudine


giovedì 18 aprile 2013

Offeso

Dillo pure che sei offeso
da chi distrugge un entusiasmo
da chi prende a calci un cane
da chi è sazio e ormai si è arreso
da tutta la stupidità
chi si offende tradisce il patto
con l'inutile omertà
rimane senza la protezione
del silenzio, dell'assenso
del "tanto dobbiamo sopravviverci
qui dentro"

Quando vivere diventa un peso
quando nei sondaggi il tuo parere
non è compreso
quando dire amore diventa sottinteso
quando la mattina davanti al sole
non sei più sorpreso

Offeso

Dillo pure che sei offeso
dalle donne che non ridono
dagli uomini che non piangono
dai bambini che non giocano
dai vecchi che non insegnano
se hai qualcosa da dire dillo adesso
non aspettare che ci sia un momento
più conveniente per parlare

Quando vivere diventa un peso
quando nei sondaggi il tuo parere
non è compreso
quando dire amore diventa sottinteso
quando davanti al sole la mattina
non sei più sorpreso
dillo pure che sei
offeso

  
Se fossi sempre così, con questo sole dentro, affascinata dalle piccole cose, pronta a difendere con i denti idee e libertà, felice di condividere emozioni e pensieri, non avrei paura di andare incontro a ciò che mi riserva l'incerto domani. 
L'inquietudine che ho dentro, la passione, la necessità di essere sempre diversa, di indignarmi quando serve e di reagire di conseguenza: su queste cose posso contare. Spero che bastino.
 

sabato 2 marzo 2013

Vieni, entra e coglimi.

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami…
comprimimi discioglimi tormentami…
infiammami programmami rinnovami.
Accelera… rallenta… disorientami.

Cuocimi bollimi addentami… covami.
Poi fondimi e confondimi… spaventami…
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami… ardimi bruciami arroventami.

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami…
dissociami divorami… comprovami.

Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra… riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami. 


Patrizia Valduga

  
Jan Saudek