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lunedì 1 settembre 2014
"Hai carta bianca"
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mercoledì 27 agosto 2014
Di dubbi, di sesso e di altre meraviglie
Ho sempre delle difficoltà a definirmi donna. Preferisco
considerarmi una ragazza, a dispetto dell’anagrafe.
C’è invece chi, forte della giovane età, tende a precisare di non essere ancora un uomo, difendendo con orgoglio la propria condizione di “ragazzo”.
C’è invece chi, forte della giovane età, tende a precisare di non essere ancora un uomo, difendendo con orgoglio la propria condizione di “ragazzo”.
Ma queste posizioni così chiuse e definite, a chi servono?
Per settimane, mi sono interrogata circa la convenienza di
incontrare un ragazzo tanto più giovane di me, presentando a me stessa tutti i
lati negativi di una frequentazione simile, ma alla fine, la mia curiosità e la
voglia di ficcarmi in situazioni “bizzarre”, hanno avuto la meglio.
Mi sono affacciata a questa esperienza con qualche
incertezza, ma con estrema allegria, con leggerezza. Con la certezza che,
qualsiasi cosa avessi potuto trovare, mi avrebbe fatto bene. Non avere pretese,
a volte, può fare miracoli!
Più volte ho scritto di quanto sia solita portare avanti
convinzioni tutte mie, che poggiano su un mio modo personalissimo di
considerare il mondo, le persone.
È estremamente entusiasmante poter affermare quanto, questa
volta, mi sia sbagliata.
Dopo le prime volte, si era fatta spazio in me la quasi
certezza di avere carta bianca.
L’assoluto controllo della situazione.
Un dominio basato sul piacere che provo quando vedo un uomo
godere attraverso la mia bocca.
Il nostro gioco, alimentato dallo scambio di fantasie,
intenzioni più o meno reali, e testimonianze dei nostri reciproci desideri, nel
nostro ultimo incontro mi ha dato qualcosa in più. Ha iniziato a stupirmi.
Credo sia il suo modo insolente di sfidarmi, a piacermi
tanto.
Non mi piace essere contemplata e adorata. Lui mi stuzzica, fa leva sul mio orgoglio di giovane donna, ed è questo che mi spinge a dimostrargli che l’età ha un valore relativo.
Ma in realtà, lui lo sa già.
Ed è proprio durante uno degli incontri più recenti che mi ha dimostrato che, nonostante sia un ragazzo, scopa come un uomo.
Non mi piace essere contemplata e adorata. Lui mi stuzzica, fa leva sul mio orgoglio di giovane donna, ed è questo che mi spinge a dimostrargli che l’età ha un valore relativo.
Ma in realtà, lui lo sa già.
Ed è proprio durante uno degli incontri più recenti che mi ha dimostrato che, nonostante sia un ragazzo, scopa come un uomo.
Io so cosa ha provocato tanta eccitazione in me:
l’imposizione della sua volontà.
Sentirlo esercitare la sua forza fisica su di me, sin da
quando ha morso i miei capezzoli, mi ha obbligata a sottomettermi ai suoi
ordini.
Mi sono sentita frastornata, lo ammetto. Specie quando, dopo
avermi spalancato le cosce per leccarmi, trattenendomi i polsi con forza, mi ha
obbligata ad inginocchiarmi davanti a lui. Mi ha afferrata per i capelli, e mi ha imposto di aprire la bocca e succhiarglielo.
Io ho obbedito, quasi senza fare storie.
Adoro averlo tutto in bocca, quasi sul punto di soffocare.
Non mi stanco mai. Specie se è lui a dettare i movimenti.
Io ho obbedito, quasi senza fare storie.
Adoro averlo tutto in bocca, quasi sul punto di soffocare.
Non mi stanco mai. Specie se è lui a dettare i movimenti.
Ho succhiato diligentemente, fino a quando mi ha colpito il
viso con la mano.
Per un istante ho sollevato lo sguardo, come per
dimostrargli il mio disappunto (dovuto a ricordi ormai passati), ma poi lui lo
ha fatto ancora, e ancora. E a me è piaciuto tantissimo. Continuavo a sentirlo
crescere nella mia bocca, e mi sentivo totalmente di sua proprietà.
Come un oggetto.
Ed il fatto che fosse una mia scelta, mi eccitava ancora di
più.
Siamo andati avanti così, fino a quando, la voglia di
sentirlo dentro di me, è diventata una necessità fisica.
A quel punto, l’ho pregato di scoparmi. E naturalmente, lui
non mi ha accontentata subito.
Ha aspettato che gli dicessi che ne sentivo il bisogno, e
solo alla fine è entrato in me, facendomi sentire piena, appagata.
Per rendere tutto ancora migliore, ha scelto di venire in bocca, ed io ho bevuto, tutto.
E dopo, l’ho anche leccato con cura. Non potevo permettere che anche solo una goccia andasse sprecata!
Per rendere tutto ancora migliore, ha scelto di venire in bocca, ed io ho bevuto, tutto.
E dopo, l’ho anche leccato con cura. Non potevo permettere che anche solo una goccia andasse sprecata!
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mercoledì 5 marzo 2014
Sogni bagnati
Nella quotidianità, mi trovo a combattere tra ciò che sono e ciò in cui "vorrei trasformarmi", tipo un baco da seta che diventa farfalla. Ma non per la vanità di divenire variopinta e bella. Solo perchè vorrei delle ali, per essere libera, leggera, nella mia colorata frivolezza.
Ciò che ne risente, mio malgrado, è la mia vita sessuale.
Sì, perchè voglio sempre di più, e le situazioni abituali mi prendono poco.
La prospettiva di un sesso lussurioso, aperto, fisico, senza divieti, è ciò che riesce ad accendere il mio interruttore. Molto più di certi preliminari, che la sensualità nemmeno la conoscono!
Stanotte, la mia attività onirica mi ha riportato con i piedi per terra.
Mi capita spesso di sognare una me impegnata in grandi scopate, insieme ad uomini che, nella realtà, non conosco, o con donne bellissime, intente a leccarmi i capezzoli con passione ed abnegazione.
Stanotte ho sognato di trovarmi su un letto (o un divano) scuro, c'era una luce fioca, ma riuscivo a distinguere in maniera chiara e distinta ciò che mi stava davanti gli occhi. E non erano altri occhi che mi guardavano.
Due mani mi tenevano ferma, immobile. In quella posizione, non potevo che tenere la bocca aperta, e cercare, al meglio, di assecondare movimenti veloci e rapidi.
La bocca piena, la sensazione di soffocare e, di conseguenza, le lacrime che mi scorrevano giù silenziose, pasticciando ombretto e rimmel.
Improvvisamente ha deciso di liberarmi. Ha lasciato che trovassi la mia posizione ideale e, accarezzandomi il viso, mi guardava. Mi guardava succhiare. E lo faceva con uno sguardo amorevole, che mi scaldava. Ne ho avuto una chiara percezione. E ho sentito crescere un piacere sempre più intenso, dentro di me. Un piacere che ha superato le barriere del sogno, e mi ha raggiunta nella realtà.
Nel sogno, è venuto nella mia bocca, controllando, con impazienza, che ingoiassi tutto.
Nella realtà, avrei voluto sentire quel calore sul viso, accompagnato ancora dalle sue carezze.
Ciò che ne risente, mio malgrado, è la mia vita sessuale.
Sì, perchè voglio sempre di più, e le situazioni abituali mi prendono poco.
La prospettiva di un sesso lussurioso, aperto, fisico, senza divieti, è ciò che riesce ad accendere il mio interruttore. Molto più di certi preliminari, che la sensualità nemmeno la conoscono!
Stanotte, la mia attività onirica mi ha riportato con i piedi per terra.
Mi capita spesso di sognare una me impegnata in grandi scopate, insieme ad uomini che, nella realtà, non conosco, o con donne bellissime, intente a leccarmi i capezzoli con passione ed abnegazione.
Stanotte ho sognato di trovarmi su un letto (o un divano) scuro, c'era una luce fioca, ma riuscivo a distinguere in maniera chiara e distinta ciò che mi stava davanti gli occhi. E non erano altri occhi che mi guardavano.
Due mani mi tenevano ferma, immobile. In quella posizione, non potevo che tenere la bocca aperta, e cercare, al meglio, di assecondare movimenti veloci e rapidi.
La bocca piena, la sensazione di soffocare e, di conseguenza, le lacrime che mi scorrevano giù silenziose, pasticciando ombretto e rimmel.
Improvvisamente ha deciso di liberarmi. Ha lasciato che trovassi la mia posizione ideale e, accarezzandomi il viso, mi guardava. Mi guardava succhiare. E lo faceva con uno sguardo amorevole, che mi scaldava. Ne ho avuto una chiara percezione. E ho sentito crescere un piacere sempre più intenso, dentro di me. Un piacere che ha superato le barriere del sogno, e mi ha raggiunta nella realtà.
Nel sogno, è venuto nella mia bocca, controllando, con impazienza, che ingoiassi tutto.
Nella realtà, avrei voluto sentire quel calore sul viso, accompagnato ancora dalle sue carezze.
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martedì 4 febbraio 2014
Io e le pompe (Solo un sostantivo)
Pompa
2 [póm-pa] s.f.
- • Macchinario di vario tipo impiegato per sollevare o spostare liquidi, gas ed eventualmente solidi allo stato di polvere: p. aspirante, idraulica || p. da bicicletta, attrezzo per comprimere aria nei pneumatici di biciclette | p. di benzina, distributore di carburante | p. di calore, circuito frigorifero a ciclo invertito, che riscalda anziché raffreddare
Un sostantivo. Niente di più.
Fino a quando, la me ancora 23enne, a lavoro, dovette
ascoltare gli sproloqui di un uomo che si lamentava del fatto che il figlio,
residente in una grande città del nord, aveva da poco lasciato la moglie per
una che "faceva le pompe".
Io rimasi un po’ stupita. Pensai che essere un’operaia non meritasse alcuna discriminazione. Fare le pompe o essere medico… che
differenza fa?
Quando l’uomo andò via, capii, dal commento del mio collega,
che avevo sbagliato tipo di pompe. Quella donna era più simile a me di quanto
potessi pensare!
Proprio per esaltare il clima goliardico che, a volte, si
viene a creare con certi colleghi, tempo fa, durante un giro di controllo nei
sotterranei, dissi ad un mio collega che quello sarebbe stato il luogo ideale
per noi.
Lui, in un primo momento, arrossì, poi ne ridemmo per
giorni.
Il mio approccio più tradizionale con le pompe, risale alla settimana scorsa.
Non avevo mai fatto rifornimento al self service, perché, con la mia
proverbiale distrazione, ho sempre temuto di fare confusione tra diesel e
benzina. Dato che, una delle mie regole è provare a fare qualsiasi cosa, ho
deciso di tentare. E quale, la mia soddisfazione, nell’estrarre l’erogatore ed
inserirlo nel serbatoio?
Secondo me, ha un che di rozzamente erotico.
Tipo i
calendari dei camionisti.
lunedì 13 gennaio 2014
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