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mercoledì 17 aprile 2013

Vorrei



Vorrei essere accanto a te. 
Vorrei che mi accarezzassi il viso, mi sfiorassi le labbra con un dito e le mordessi piano. Vorrei che la tua lingua le inumidisse, e che poi si facesse strada nella mia bocca. Io la accoglierei, la succhierei, ne godrei il sapore e la farei mia. 
Vorrei le tue mani tra i capelli, poi sulla nuca, giù sul collo, e ancora sul viso. Nonostante sia affamata di tenerezza, e potrei restare così per un tempo indefinito, vorrei vedere quanto mi vuoi. Vorrei leggerlo nei tuoi occhi. In uno sguardo intenso, che non lascia dubbi. 
Vorrei che mi prendessi per mano e mi facessi sedere a cavalcioni sulle tue gambe, e così cominciassi a sbottonare la camicia e baciarmi tra i seni, leccarmi i capezzoli. La tua mano, lungo la schiena, mi darebbe i brividi. 
Vorrei che facessimo l’amore. Come se non ci fosse altra alternativa. Come se fossimo stati creati solo per questo: per incontrarci e goderci. Vorrei che mi entrassi dentro, mi riempissi di te. Che, tenendomi per i fianchi, fossi tu a decidere i miei movimenti. Obbligandomi a seguire il ritmo del tuo piacere. 
Vorrei sentirti sussurrare che è così che mi vuoi. Puttana quando serve. Me lo diresti, di certo, mentre mi stendo sul ventre, dopo aver deciso che sarà il mio culo a godere del tuo orgasmo. Non lo vedrei stampato sul tuo viso, ma lo sentirei nella tua voce, nei tuoi movimenti più veloci e decisi. 
Vorrei che tutto ciò durasse il tempo di stordirmi. Di godere del tuo piacere.


venerdì 12 aprile 2013

Odio il venerdì



Odio il venerdì, preludio del fine settimana. In questo giorno mi sveglio già di cattivo umore. Insofferente e scorbutica. E non è solo perché spesso passo il weekend a lavorare, ma perché so già che non farò nulla di ciò che vorrei … inconciliabilità di progetti: brutta cosa. Ma c’è un rimedio a tutto.
Dopo aver ascoltato questa, affronto l’idea dei due giorni che verranno in maniera meno negativa.
 "I don't care if monday's blue
tuesday's grey and wednesday too
thursday i don't care about you
it's friday i'm in love."

In effetti  oggi  queste parole hanno un senso. Ieri, a lavoro, è venuto Mister XXL
Non lo vedevo da mesi. Credo abbia una sorta di potere speciale. Ogni volta che sono sul punto di affrancarmi dalla voglia di lui, dal desiderio divederlo, dalla tentazione di contattarlo, lui si manifesta , mettendo tutto in disordine dentro di me. Provocando reazioni incredibili.
Arriva, come sempre, con l’aria di chi è lì per caso ed in maniera disinteressata, io faccio finta di non notarlo, lui cerca il mio sguardo, alla fine si ferma davanti alla mia postazione e mi sorride. 
Anche ieri è stato così. Il fatto che mi abbia confessato che, ogni volta che ci incontriamo a lavoro, in realtà lui pensa a come gli piacerebbe scoparmi, al modo in cui lo fa di solito, alla voglia che ha di prendermi il culo, ieri mi ha fatto terribilmente imbarazzare. Perché conoscevo ciò che in quel momento i suoi occhi mi avrebbero voluto dire. 
Mi sono soffermata sulle sue mani. Ho desiderato tanto di averle su di me. Di sentirle sui capezzoli, tra i capelli. Tra le cosce. Sulla schiena. 
Ci giro intorno, non voglio ammetterlo. Ma mi piace. E non va bene.

Aspettando che lo “scazzo da venerdì” passi, mi divido tra ciò che sono





mercoledì 3 aprile 2013

Moralismo e sesso



La giovane moralista colpisce ancora. Ha dato prova di ottusità utilizzando motivazioni tanto ridicole, che scriverle mi imbarazza quasi. Ogni volta che penso a lei, immagino che finiremo per scrivere geogra****mente per non turbarla pronunciando parole dal significato torbido. Io, infatti, ieri  sono stata rimproverata per un motivo ben preciso. Ho pronunciato la parola “cazzo” in presenza di un uomo. Volevo dirle che, in realtà, a me il “cazzo” piace sempre averlo in bocca, ma non ho voluto turbarla più di tanto!
La prossima volta le canterò questa:

 
 
Stanotte mi ha cercata. Io non lo faccio più, ormai, ma non gli dico di no. Siamo stati lontani per tanto, quando credevo di essermi innamorata di un altro, ma il muro lo abbiamo costruito ancora prima. Stanotte mi ha massaggiato la schiena, poi infilato una mano negli slip. È come se seguisse sempre lo stesso copione. Mi ha accarezzato il clitoride e poi ficcato le dita dentro. Giusto il tempo di inumidirle di me. Le ha tirate fuori e me le ha messe in bocca. Mi piace leccare le sue dita. Specie se sanno di me. Come una comunione. Il seguito lo immaginavo già. Di solito le opzioni sono due. Mi viene in bocca o mi prende il culo. Lui è così, senza fronzoli. Infatti mi ha voltata, è subito entrato in me, con un po’ di impeto, tenendomi dai fianchi. Ho assecondato i suoi colpi, senza slanci. Tutte le fantasie, tutta la creatività, con lui, svaniscono. Quasi sempre. Mi limito ad assecondare le sue voglie, forse perché so che a lui piace così. Forse.

martedì 2 aprile 2013

Pensieri notturni



Stanotte ho dormito dai miei. La terza volta in un anno. La prima volta che non lo faccio per manifestare un disagio, per rinfrescarmi le idee. Stavolta l’ho fatto per motivi pratici. Ma preparare la mia roba per andare via da casa comincia a darmi un senso di libertà. Come se non avessi radici. Ciò che mi serve sta dentro uno zaino. Il fatto che stavolta non abbia avuto nulla da recriminare, mi ha portato a guardare indietro con molta serenità. Dormire sul divano mi piace, non è definitivo. Ed io odio ciò che è definitivo. 
Dormii in questa stanza per due mesi, da adolescente. Giusto il tempo di ristrutturare la mia vera camera. E lo ricordo come un periodo molto felice. Nel quale imperava il “mio” disordine creativo, ascoltavo Planet rock su radio due e il violoncello di Something in the way dei Nirvana mi regalava emozioni incredibili. Qualche anno dopo, in questa stanza, sperimentai più volte nuovi approcci con il mio fidanzato storico, e fu proprio qui  che, infine, gli comunicai l’intenzione di troncare la nostra storia. Perché faccio così. Comunico improvvisamente decisioni insindacabili, prese in maniera univoca e ho anche la presunzione che queste vengano accettate senza discussione. Proprio adesso sto lavorando ad una decisione insindacabile, non senza difficoltà. 
In questa stanza, anni e anni fa, mandai a quel paese un candidato alle amministrative intenzionato a gettare fumo negli occhi. Ringraziai molto mia madre, per avermi dotato di coscienza critica, quel giorno. Lei si rimproverò di non avermi provvisto di diplomazia, invece, visto che l’aspirante politico ormai ci saluta appena. 
Non sono riuscita a dormire molto, stanotte. Tanti ricordi, un po’ di tensione. In certi casi, la voglia di tornare bambina.


Sabato, a lavoro, un uomo ha detto che somiglio alla Sandrelli da giovane. Ovviamente non è vero. Se possedessi un decimo della sua dolcezza sobillatrice, mi ammalierei da sola. Ma mi sono accorta di arrossire. Come quando qualcuno nota il mio sorriso, o mi riserva delicate attenzioni. Ciò non capita se, invece, mi si esprimono desideri o fantasie. Un amico ha confidato di avermi sognato. Indossavo un abito corto, ma vaporoso. Ci baciavamo. Io seduta su uno sgabello, lui in piedi. Gli davo le spalle. Lui sollevava la gonna ed entrava in me, da dietro, dopo avermi appena lubrificata. Ed io, mentre lo pregavo di non farmi male (si, era proprio un sogno!), mi masturbavo diligentemente. 
In questo caso non solo non sono arrossita, ma ho aggiunto le mie fantasie, desiderando pure di realizzarlo, il suo sogno. 
Ciò che ruota intorno al corteggiamento mi lusinga, tocca le corde scoperte dell’emozione. Il sesso mi vede un po’ selvaggia, invece. Dovrei solo imparare a conciliarle meglio, queste mie due anime.

Divorzio all'italiana - Stefania Sandrelli - Marcello Mastroianni

mercoledì 6 marzo 2013

Io, Mister XXL e gli sms



Ieri ho avuto un inaspettato scambio di sms con Mister XXL. Lo chiamerò così per convenzione, ma lo conoscete già, è l’uomo dai grandi volumi, quello che ama riempire di sé il mio retro e che appare e scompare a suo piacimento.


Parlavo degli sms. Si, perché abbiamo sperimentato insieme un simpatico passatempo. Ogni tanto iniziamo una conversazione via sms, usiamo un linguaggio aulico, ci rivolgiamo l’uno a l’altra usando la seconda persona plurale, e ci diciamo di tutto. Di solito lui è fantasioso, anche se ermetico. Sono stata cavalcata senza bardatura, legata e penetrata con oggetti di varia natura, sculacciata e bendata (e considerata politicamente inconcludente). Tutto tramite sms. Tutto come risposta alle mie provocazioni, ché se voglio, so essere molto sfrontata.


Tornando a ieri, pensavo che volesse solo informarsi sul decorso della convalescenza. E invece no.

Mi scrive che si è appena svegliato, che gli andrebbe di sentire qualcosa di caldo e morbido che gli avvolge il glande e riversarvi all’interno il frutto del suo orgasmo (l’ho riassunto un po’, ma sono parole sue, io non ho meriti).

Adesso voi, che state iniziando a conoscermi, sapete per certo che non riuscirei, nemmeno se me lo imponessi, a restare indifferente. E mentre mi prodigo a rispondere nel migliore dei modi, ricevo un ulteriore sms che dice “Corro a lavoro, ciao”.


Così, proprio sul più bello. Ma come si puo?


Jan Saudek