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martedì 24 settembre 2013

Le canzoni di Battisti



Domenica, con suo grande disappunto, mi sono ritrovata alla guida. Pochissimi chilometri da passeggero lo hanno reso nervoso.
Ho un senso di possesso tanto esasperato nei confronti dell’autoradio che, se lo applicassi al mio corpo, sarebbe come indossare una cintura di castità: appartiene a me, solo io posso disporne.
Spesso ascoltiamo Radio 2, insieme. È una sorta di compromesso. 
Domenica no. Domenica ho deciso di vagare sulle frequenze fino a quando non ho trovato questa:


Ci sono cose che mettono tutti d’accordo: le partite della nazionale in tv, la pizza, l’espresso con la moka (eccezione fatta per me, che non bevo caffè), le canzoni di Battisti.
Battisti ha conquistato (e continua a conquistare) intere generazioni. Uno dei pochi punti d’incontro tra me e lui.
Amo profondamente questa canzone. Ne amo il testo, la delicatezza, il carico di emozioni che trasmette. 
Mi ricorda un pomeriggio di primavera. E credo riporti in mente quel pomeriggio anche a lui, che alle prime note mi ha chiesto di spegnere. Io, ovviamente, ho continuato ad ascoltare, ma con gli occhi velati di lacrime.


" Anche quando un mattino tornasti vestita di pioggia
con lo sguardo stravolto da una notte d'amore
-Siediti qui,
non ti chiedo perdono perché tu sei un uomo-"


Era primavera, il calendario diceva così. 
Un pomeriggio grigio che non prometteva nulla di buono, io in ferie, lui fuori per lavoro. 
Decisi di raggiungere l’uomo che da poco avevo iniziato a vedere. Tra noi non c’era ancora nulla di importante. Sesso, sì, ma non la passione che ci avrebbe tanto uniti.

Il suo impegno di lavoro saltò, mi telefonò per comunicarlo. Io avevo il telefono in borsa, non lo sentii squillare. 
Andò a cercarmi dall’amica che, di solito, mi copriva, ma lì non c’ero.
Appena mi contattò, fu un disastro. Non potevo rispondere alle  domande, non possedevo le risposte. Quella fu la prima volta che gli raccontai delle bugie. Tante. 
Ci incontrammo a casa. Avevamo entrambi un’espressione sconvolta. Mi sorpresi abile nell’arrampicarmi sugli specchi. Alla fine lui volle credermi. 
Pensare a questo episodio, oggi, fa male anche a me.

20 commenti:

  1. La canzone è bellissima!!!!
    ...per le bugie, a fin di bene, bisogna non avere rimorsi nel dirle!

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    1. Non sono una dal rimorso facile ;-)
      Ma queste non credo rientrino nelle bugie a fin di bene. Sono piuttosto bugie di comodo. Forse.

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    2. ...non so perchè ma avevo uno strano presentimento :-)))
      il mio fin di bene è rivolto a me, ovviamente, altrimenti sarebbe la catastrofe!!!

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    3. Uno strano presentimento? :-D

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    5. ..il fatto che non fossi una dal rimorso facile!
      Adoro le linguacce!

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  2. Discutevo con un'amica che per me intimità deve far rima con comodità.
    Non riesco, almeno non ci riesco più, a vivere l'intimità, intesa fuori dal rapporto ufficiale, dovendomi preoccupare delle possibili conseguenze.
    E' scomodo domandarmi in continuazione: "e se mi cerca? e se m'ha cercato? e se me cercasse? tanto me cerca sul più bello". Mi sfinisce, fa si che qualunque possibilità muoia sul nascere.
    Capisco benissimo quanto possa far male, quindi. A me ha fatto così male che anche solo le fughe che mi concedo qui, pendendo dalle tue labbra, assolutamente segrete e clandestine, a volte suscitano le stesse sensazioni che provavo dal vivo, un secolo fa.

    La canzone... beh non può che essere questa ;)
    chi sarà? boohh e che lo chiedi a me...

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    1. no, non era questa. dopo la cerco... (però bella lo stesso neh)

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    2. Grisù mio, non sempre intimità e comodità vanno di pari passo.

      A volte mi chiedo se non sia per tutto ciò che c'è stato dopo, per la sofferenza dell'altro, per la quantità infinita di balle raccontate, che adesso vivo tutto/tutti con distacco.

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  3. E' difficile poter pensare di vivere le nostre passioni, i desideri, le fantasie, senza, al tempo stesso, non fare male a qualcun altro. E' inevitabile.
    Ma se tutto questo succede c'è sempre un motivo.
    Io non posso, parlo per me, non vivere le mie passioni ...

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    1. Ho provato, per brevi periodi, a confondermi tra la gente. Azzerare slanci, velleità...ma non ero io.
      Hai ragione tu. Un motivo c'è sempre. Giusto o sbagliato. Non alibi, ma dati di fatto.

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  4. ma possiamo definirlo il tuo fidanzato ?

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    1. Possiamo definirlo come l'uomo che forse ho amato di più in vita mia.

      Comunque poi ti chiederò pareri musicali. Non oggi. Questo post mi ha trasmesso tristezza per tutto il giorno!

      :-*

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  5. io stasera non sono triste

    sono io

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    1. Buongiorno!
      Oggi non sono più triste :)

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