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giovedì 6 giugno 2013

Nobody's Wife



Ho già scritto dei miei primi anni di lavoro. Della collega che mi fece capire la differenza tra  una donna e una femmina, del mio venire a contatto con una realtà decisamente più ampia e complessa di quella di un paesino bigotto e dalle vedute strette. Eravamo delle giovani ragazze, già indipendenti economicamente, volevamo divertirci. Niente di più. Una delle colleghe preferite era particolarmente frizzante. Fisicità generosa, che metteva, giustamente, in evidenza. Ma era “generosa” in tutto. Le serate con lei erano davvero gratificanti. Andava per la sua strada senza fermarsi, non ne lasciava dietro nemmeno uno. Single, sposati, belli, brutti, interessanti, ottusi … Non facevamo in tempo ad imparare il nome del ragazzo di turno che, la volta successiva, ne conoscevamo già un altro.

Diceva che per nessun motivo si sarebbe legata ad un uomo. Che non si sarebbe sposata mai, perché cedere a compromessi? Perché un solo uomo quando puoi averli tutti?

Io ero ancora in “fase esplorativa”, non ci capivo molto di quei discorsi. In fondo sognavo ancora il principe azzurro.

Naturalmente alla fine si sposò. Con un uomo meraviglioso, capace di comprendere ed accettare la sua esuberanza. Perché lei la ami o la odi.

Adesso ha tre bambini, e tanti impegni. Giorni fa abbiamo parlato di sesso (perché sono monotematica). Per l’esattezza, io ne parlavo e lei ascoltava, mentre cambiava il pannolino alla piccola. Le ho raccontato di quanto il tempo mi abbia cambiata e di quanto mi piaccia sperimentare. Mi ha che confidato che il tempo ha avuto effetto anche su di lei. Non ricorda da quanto tempo impedisce al marito di toccarla, arriva a sera troppo stanca,  non ce la fa. Mi ha confessato di provare pena per lui (però pena no, è troppo!) che giorno per giorno cerca un contatto, un po’ di calore.

Ci sono episodi che ci trasformano. Se io oggi sono così, se ho voglia di leggerezza, di divertirmi, di essere libera, è per qualcosa di irrisolto. Io ne ho consapevolezza, e mi va bene così. Vedo questa mia amica sfinita, certe volte. Poi abbraccia i suoi bambini e sembra pronta a combattere contro mostri e draghi, piena di energia. Quello che mi chiedo ogni volta è il perché una donna si trova spesso a dover rinunciare al suo essere femmina, nel momento in cui diventa madre. Sono ruoli inconciliabili? Ancora una volta mi rendo conto che la maternità non mi si addice. Non sono pronta a rinunciare alla mia esuberanza o alla possibilità di andar via di casa senza il pensiero di arrecare danno ad altri. 


Alla fine parlo sempre dei fatti miei. Credo che non sarò che me stessa, e di me stessa. 
Condividerò i miei giorni con qualcuno, ma a modo mio. Vicini, ma non troppo.

11 commenti:

  1. Con tre pupi in cantiere cosa vuoi che rimanga, di tempo, risorse e voglie?
    Realizzazione come persona, come amante e allevamento sono incompatibili.
    Ma il culto delle nidiate di pargoli è sopra ogni cosa. Mah.

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    1. Ma dai, è davvero così? Ma il tempo per cose futili si e per il sesso no? Non ci credo!

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  2. Non diciamo amenità UOIC, a me di voglie ne rimangono eccome.
    E basta co' 'ste donne che sembra mandino avanti il mondo da sole.
    Mia nonna lo faceva: 6 figli, tirava su l'acqua dal pozzo, accendeva il fuoco (non il gas, a legna!), impastava, cucinava, cuciva e oltre ai sei figli accudiva il nonno padre/padrone.
    Noi mammi di oggi siamo presenti, aiutiamo, ci facciamo carico di tutto, cacche e vomiti compresi.
    Certo se devi correre in ufficio, correre in palestra, correre a fare la spesa...
    uno dei due dovrebbe stare a casa.
    punto.

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    1. Magari a casa no, ma collaborare...

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  3. già messa dalla FG, ci sta bene anche qui ;)

    mejo senza 'na moje

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  4. Non ho avuto molte esperienze con donne sposate e con prole ma credo sia possibile essere femmina e madre allo stesso tempo.
    Forse perché loro erano libere professioniste e magari il lavoro lo gestivano meglio.
    Anzi credo che una mamma sia quella che ha più bisogno di sentirsi femmina e di avere conferme della propria femminilità.

    E per il resto penso tu faccia bene a non rinunciare a vivere la tua vita seguendo le tue regole.
    Alla fine non tutti siamo predisposti al diventare genitori e, personalmente, non ne sento la mancanza.

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    1. Infatti, che gli altri facciano come vogliono. Io cerco di essere sincercera con me stessa. Il resto si vedrà.

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  5. Madre e Femmina, dicotomia a volte inconciliabile. Ma è un errore che, prima o poi, la coppia paga. Si può essere l'una e l'altra cosa. E' necessario e giusto.

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    1. Ma necessario per entrambi. Non potrei rinunciare a sentirmi femmina.

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  6. Ciao Rossa...io ho un figlio, un uomo, e per arrivare a fine mese ho fatto per un certo tempo incontri "particolari"...diciamo che nonostante maternita' e problemi di ogni tipo ho avuto modo di sperimentare in lungo e in largo la sessualita' in tutti i suoi risvolti (piacevoli e non). Penso che la tua amica abbia messo un po' da parte i suoi desideri femminili a causa del grosso impegno familiare, ma di certo arrivera' il momento in cui le riscoprira'...forse in questo momento le manca un po' complicita' con il marito, ma se lui e' disposto ad accettarla cosi' com'e'...allora e' proprio fortunata....so per esperienza tanti uomini, di fronte ad una moglie stanca e stressata, non ci pensano due volte a "divertirsi" altrove. :/

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    1. Ciao Spirito Libero, è un piacere leggerti!
      Sarà che la maternità assorbe totalmente. Più volte mi sono offerta di tenere i bambini per permetterle di trascorrere una serata di coppia, ma non vuole delegare.
      In ogni coppia c'è un equilibrio, reale o presunto, io non sono equilibrata. Spero che lei lo sia più di me!

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