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lunedì 1 luglio 2013

"Alla ricerca della felicità"



Mi piace perché non nasconde le sue debolezze, ma cerca di combatterle. Perché vive secondo i propri ideali, ha un collaboratore con un senso dell’umorismo invidiabile e ama le donne in maniera viscerale.  
Lui è Dylan Dog, e la “nostra storia d’amore” dura da vent’anni.
Conobbi un ragazzo molto riservato ed interessante che grazie alla mia passione per Dylan e per le auto si sciolse parecchio, dandomi l’opportunità ci conoscerlo nella sua vera natura. Riconoscente all’investigatore dell’incubo per questo. Anni addietro mi capitò di leggere molte delle sue avventure durante un campeggio, e poi ritrovarmi in un bosco avendo la sensazione di vedere dappertutto mani che sbucavano dal terreno, spiriti svolazzanti, e creature mostruose: ecco perché ho sempre evitato scrupolosamente di guardare film horror!

Ma, come ho scritto prima, il suo modo di amare le donne è ciò che lo rende fantastico ai miei occhi. Ogni volta è convinto che quella sia la donna giusta. Spesso ci finisce a letto in meno di 24 ore, ma poi si accorge che non è qualcosa di definitivo che può renderlo felice. È inquieto. È uno spirito libero, che non riesce a liberarsi solo dai propri demoni. Probabilmente come accade a molti di noi. 

Alla ricerca della felicità” è uno dei fumetti letti in questo weekend.
I protagonisti si lamentano di non poter essere felici per motivi indipendenti da loro. Poi arriva uno dei soliti personaggi irreali, a metà tra il fantastico e il diabolico, e realizza i loro sogni: chi non aveva soldi diventa ricco, chi aveva un compagno poco presente trova un nuovo amore, chi si sente in gabbia nel piccolo paese, viene trasferito in città. Solo che la realizzazione dei desideri non rende felici questi uomini e donne. Dopo poco tornano a desiderare di cambiare la loro vita. 

A me è successo di credere che la mia momentanea “infelicità” dipendesse da ciò che mi stava accanto. Che fosse colpa di altri, o della sfortuna. In realtà non esiste un pensiero più stupido. Adesso ho capito che siamo noi a costruire la nostra felicità. Con decisioni, scelte, e occasioni “fortunate”. Ma non può certo dipendere dagli altri. È naturale che, se il mio desiderio è quello di incontrare un principe azzurro che dal nulla, sul suo cavallo bianco, viene a cercarmi e mi tratta come una principessa, vivrò una vita frustrata ed inutile. Stessa cosa se desiderassi dal nulla di diventare milionaria, senza mettere in conto che bisogna lavorare duro. Se desiderassi di incontrare un uomo capace di tenermi a bada, ad esempio, andrei contro la mia natura. Una volta trovato, mi sentirei in gabbia, e ne cercherei un altro capace di farmi sentire libera.
Vivere giorno per giorno si rivela sempre l'unica soluzione.

Non esiste un concetto che possa superare la soggettività della felicità. Forse la bellezza … ma quella è un’altra storia!


17 commenti:

  1. Sei saggia oltre che affascinante Ragazza ;-)

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  2. Tu sai che ho avuto un ottimo maestro!

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    1. Credo il tuo maestro sarebbe fiero di te. Sembrano cose banali quelle che hai scritto ma sai meglio di me che sono pochi quelli che lo capiscono.

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    2. Il difficile non è comprendere. Ma mettere in pratica ;-)

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  3. la felicità non esiste, anche perchè è impossibile essere felici.

    anche se è esistito un periodo della mia vita, circa 20 anni fa, che durò per sei mesi almeno, dove le azzeccavo veramente tutte ma proprio tutte

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    1. Non mi sento di escluderla in senso assoluto. Ci sono dei momenti in cui mi sento felice, anche solo per pochi minuti. Coincidenze astrali, forse. Ma come canta qualcuno: "Perché essere felici per una vita intera sarebbe quasi insopportabile..."

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  4. La felicità è transitoria. Sono istanti.

    A volte mi sento completamente felice semplicemente da sola, davanti ad un tramonto, assaporando il mistero che mi porterà la notte.

    A volte non c'è nulla che possa rendermi felice. Non siamo fatti per essere felici. Essere felici significa accontentarsi, se ci accontentassimo saremmo ancora dentro a caverne oscure, a cercare di accendere il fuoco sfregando fra loro due bastoncini o sbattendo due pietre.

    Ho provato entrambi i metodi. Complicati, troppo. Meglio essere infelici, insoddisfatti, e andare sempre avanti :)

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    1. "Essere felici significa accontentarsi, se ci accontentassimo saremmo ancora dentro a caverne oscure, a cercare di accendere il fuoco sfregando fra loro due bastoncini o sbattendo due pietre."

      "e cosa avremmo da guadagnarci?"

      "un pianeta"
      ;o)

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    2. Quando mi capita di essere felice, a dire il vero, cerco di fare "scorta" di sensazioni positive. Mi piace quel tipo di appagamento. Ma allo stesso tempo riesco a farne a meno. Non lo cerco disperatamente. :-)

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  5. Hai detto cose giustissime...
    La felicita' o l'infelicita' non dipende dagli altri, ma da come affrontiamo le cose...kiss

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    1. Si, per me è una nuova consapevolezza, e ne sono felice!! :-*

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  6. lo dice Mario Venuti...Been

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    1. E la cantantessa? C'è anche lei, in quella canzone :-D

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  7. Mai amato Dylan Dog, pur avendone letti 3 o 4 albi la scintilla non è mai scoccata.
    Da buon orfano di Ken Parker cercavo sempre chi potesse sostituire il caro vecchio Lungo Fucile, senza riuscirci ovviamente.
    Nemmeno la sua "sorellina editoriale" Julia Kendall ha potuto granchè.

    Per il resto troppa fuffa fantasy/horror in giro. Anzi, mi sa che è colpa del successo di Dylan. Come la solito i cloni poi fioccano, e questo me lo ha reso pure più antipatico, ecco.

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    1. No, Dylan non è antipatico. E poi c'è anche Groucho...lui è irresistibile <3

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    2. Oh yeah :D Esattamente quello che speravo di sentirti dire ;-)

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    3. Irresistibile, vero? *_*

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