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mercoledì 27 marzo 2013

Fedele a me stessa



Io e Capitano (lo chiamo così da sempre) ci conosciamo da dodici anni. Mi innamorai di lui quasi subito. Perché era l’opposto del mio fidanzato di allora. Ed io ero l’opposto della me di ora. Innanzitutto non ero ancora rossa. Non riuscivo a guardarlo negli occhi senza arrossire.  Toccavo il cielo con un dito, ogni volta che ci trovavamo da soli a chiacchierare. La fantasia più trasgressiva? Che lui mi baciasse, tenendomi il viso tra le sue mani. 
Il suo imminente matrimonio, però, non mi aiutò molto. Lasciammo tutto su un livello di idealità. Continuammo a sentirci fino al giorno prima delle nozze. Per me, giovane e romantica sognatrice, fu un mezzo dramma. Però decisi di non farmi più sentire. Ero timida, rispettosa. Fu lui a chiamarmi dopo un mese. Ma con il tono di un vecchio amico. Da allora diventammo complici. Ma entrambi consapevoli che tra noi c’era stato qualcosa di speciale. Dato che mi ha sempre detto di considerarlo come un’amica e di confidargli tutto, negli ultimi anni l’ho messo al corrente del cambiamento che ha subito la mia vita, commentando spesso la sua fortuna circa il fatto che, anni addietro, non fossi così. Perché avrei fatto di tutto per distoglierlo, anche solo per qualche ora, dal ruolo di fidanzatino ideale. Lui dice sempre che in realtà non è una fortuna, e che siamo ancora in tempo per scambiarci qualcosa. Entrambi sappiamo che non è vero. A volte, senza pudore come sono, gli racconto qualche scopata meritevole, allora lui mi rimprovera dicendo che è si un’amica, ma è un’amica lesbica, quindi certi dettagli è meglio che li tenga per me. 
Spesso, disapprova. Quando gli raccontai della mia prima “sbandata”  se la prese molto. C’era passato anche lui, ma certe cose vanno vissute con distacco. Così mi disse. E aggiunse che ogni mattina dovevo guardarmi allo specchio, e vedere fino a quando ne avrei avuto il coraggio. Perché mentire rende aridi. Non è da persone pulite. 
Mi guardo allo specchio ogni mattina, senza problemi. Anche io credevo che mentire fosse da vigliacchi, ma si deve pur sopravvivere. Ci provo tutti i giorni, non ho nulla da rimproverarmi. A parte la mancanza di coraggio, forse. Per il resto, devo sentirmi viva. Ne ho assoluto bisogno. Ho imparato, mio malgrado, a contare solo su me stessa. A non condividere paure o debolezze con chi mi sta accanto. Di conseguenza, faccio e farò sempre e solo a modo mio. Con cinismo, Capitano. È con cinismo, che mi guardo allo specchio. Cercando di essere fedele solo a me stessa, come ho scritto in passato.




"Guarire un po', sognare un po', amare un po' fallire un po', far male un po', mentirsi e poi tornare a sfamarsi un po' " 
Afterhours - Il sangue di Giuda

10 commenti:

  1. Guardati allo specchio solo per incipriarti il naso. Usa gli occhi dei tuoi amanti. La loro Gaudenzia il rimando visivo migliore.
    FG

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    1. Mi piace questa immagine. Grazie, Femmina Gaudente.

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  2. Mentire non è da vigliacchi...mentire è un'arte che solo in pochi conoscono.
    Poi credo la verità vada meritata...e apprezzata. Se ad un bambino dici che babbo natale non esiste diventa triste, magari piange, sicuramente resta deluso. Ma un adulto dovrebbe saperlo che non esiste no? ;-)

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    1. Forse fingere di non sapere è più comodo.

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  3. Avevo scritto qui ma... forse megli in privato.

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  4. E' inevitabile mentire. Ed è da ipocriti pensare di non farlo. E' fondamentale, invece, non mentire a se stessi, anche se a volte non riusciamo a conoscere e comprendere la verità dentro di noi. Ma questo è un altro problema.

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  5. Ecco. La storia della verità dentro di noi: è questo il vero problema.

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    1. Non raccontarsela diversa da quello che E' .
      Difficile piu a dirsi che a farsi .
      FG

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    2. Già...poche scuse, in effetti.

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