Un aspetto molto curato, abbigliamento ricercato, diamanti
e atteggiamento bon ton, modi distaccati ma formalmente gentili, sorriso di
circostanza: questo l’identikit di una giovane donna che incontro spesso a
lavoro.
Mi stava anche simpatica, fino al giorno in cui pensò bene di mettere
alla prova la mia pazienza. Mi presentò un problema, e come sempre, nel limite
delle possibilità e delle indicazioni aziendali, cercai di proporle varie
soluzioni. Nessuna fu di suo gradimento. Lei era già in possesso della
soluzione (in netto contrasto con quelle regole che, a lavoro, io non discuto,
ma eseguo) e passammo cinque minuti a discutere in maniera nemmeno tanto
pacata. Ad un certo punto, iniziando ad agitare il braccio luccicante per via
del bracciale tennis, pronunciò quella frase che mi manda sempre in bestia: “Lei
non sa chi sono io!”. Avrei voluto dirle “Grandissima stronza-figa di
legno, me ne sbatto bellamente di chi sei, quel ditino accusatorio ficcatelo
dove sai, e vaffanculo!”. Le risposi invece che io non potevo andare oltre,
le suggerii di continuare la protesta in direzione. Ma lei no! Obnubilata
dal mio non cedere di un millimetro (ma solo perché mi trovavo a lavoro, ché
nella vita privata questa fermezza non l’avrò mai) iniziò a frugare all’interno
della costosissima borsa fino a quando trovò il cellulare, minacciandomi di
chiamare direttamente il proprietario dell’azienda, che conosce personalmente. Peccato
che poi si rese conto di non avere il numero in rubrica. A quel punto le
risposi che se lo avesse voluto, lo
avrebbe potuto contattare tramite la direzione. Continuava a cercare il
consenso della gente dietro di lei, ma nessuno sembrò interessato a sostenerla.
Anche perché è risaputo che, nei limiti consentiti, cerco di accontentare
sempre tutti. Alla fine si fece a modo mio. E lei, prima di andare via mi disse
“Cerchi
di essere più flessibile”. Ricevetti il sostegno della direzione, ma
continuai la giornata con un’incazzatura unica.
Lei tornò più volte, comportandosi come se tra noi non fosse
accaduto nulla, e lo stesso feci io.
La vedo ieri. È in difficoltà e, come faccio con tutti, mi
propongo per aiutarla. Lei accetta il mio aiuto con un sorriso. La madre mi
dice che è incinta, e non vuole si affatichi. Tra me e me penso per la seconda volta che me ne sbatto bellamente dei suoi problemi.
Prima di andare, con
la sua aria da nobildonna illuminata dai migliori amici di una donna, mi
ringrazia. Lo fa come se lo stesse dicendo alla sua sguattera. Aggiunge che
sono sempre tanto gentile. Che stronza!
Con un sorriso vero quanto una banconota da sette euro
le rispondo che faccio solo ciò per cui sono pagata.
È la seconda volta, nel giro di pochi giorni, che ho a che
fare con una donna forte di ciò che possiede, a livello materiale. E mi chiedo,
ma chi i diamanti ce li ha dentro?
Probabilmente chi li ha dentro non li ostenta...di sicuro è anche meno "rispettato".
RispondiEliminaE hai detto bene: "forte di ciò che possiede" anche se probabilmente non è tanto lei a possedere quanto ad essere posseduta.
Che sia un po' di gioielli, un'auto di prestigio o altro, in giro ci sono un sacco di persone che nascondono la propria pochezza dietro l'arroganza.
Mi fanno tanta pena (immagino che lo stesso sia per loro...cioè che io faccia pena a loro :-))
Hai scritto bene, Cunny. Anche io avrò fatto pena a quella. Se avesse potuto, mi avrebbe fatta trasferire in Antartide!
EliminaBeh ma ti dirò...visto il personaggio è un bene tu non sia stata apprezzata. Di solito quel genere di persone ama il servilismo e tu non hai questa caratteristica e lo ha capito ;-)
EliminaSpero sempre di stare sul cazzo alle persone che non mi piacciono :-)
Adesso sono diventata la sua preferita, a quanto pare. Credo comunque che abbia raccontato l'accaduto a chi di dovere. Sarà stato lui a smontarla. Senza dubbio!
RispondiEliminaIl diamante non e' che una forma allotropica del carbone. Al collo ha cenere compressa. Ibridazione sp3 se non ricordo male - il legame chimico piu' saldo in natura - satura gli ottetti di stabilira' come nessun altro.
RispondiEliminaE' una bella metafora quella del diamante - ma alcuni ne abusano.
Ciao Rossa :-)
Ottimo! Lo dirò a miss figa di legno!
EliminaGrazie mio caro :-*
Come diceva Totò: "siamo uomini o caporali?".
RispondiEliminaTieniti stretti i giudizi delle persone che davvero contano per te. Tutti gli altri fanculo.
So di essere un po' rigida, a lavoro (quasi come lo sono con me stessa).
EliminaFlessibile solo con chi voglio ;-)
il detto era riferito alla sciura, eh, non a te...
EliminaNon sono i soldi a fare la classe... banale ma vero.
RispondiEliminaBanale è anche una donna come quella, convinta che la gente debba sottostare al suo volere per motivi infondati. Il rispetto per chi lavora è fondamentale.
Eliminaognuno di noi porta dentro un diamante, e come tutti i diamanti, acquistano il valore dalla propria lavorazione, taglio ecc... evidentemente il suo orafo ha sbagliato alla nascita e l'ha scartato, ma lei questo ovviamente non può saperlo.
RispondiEliminaAhahahah prova a dirlo a lei, con quell'aria bon ton...
EliminaTu sei stata ineccepibile.
RispondiEliminaDirei con stile.
La classe (sociale) non è ... stile.
Rossa 2 - DonnaDiamantata 0
:)
Grazie, UnUomo!
EliminaIn realtà mi sono limitata a fare il mio lavoro, mantenendo un minimo di professionalità. L'integerrima Rossa ;D